Vi offriamo una lista di petizioni che é possibile firmare. |
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Appello Anghelone
(297 signataires)
Siamo un gruppo di cittadini delle periferia sud di Reggio Calabria e vogliamo segnalare una paura che ci vince e ci perseguita da alcuni anni.
Si dice che nel nostro territorio ci sia un aumento d’incidenza dei casi di leucemia. Si fanno varie ipotesi: discariche illegali, accumuli d’amianto, scarichi illegali di materiale radioattivo nei nostri torrenti, discariche legali in disuso dove sarebbero state scaricate sostanze particolari, elettrodotti non adeguati, ecc.
Non vogliamo fare “terrorismo”, né cerchiamo colpevoli, siamo solo alla ricerca di verità e di essere tranquillizzati e, se causa c’è, che si provveda a rimuoverla.
Sappiamo che sono stati effettuati dei monitoraggi, ma nessun risultato è stato portato a conoscenza della cittadinanza.
Chiediamo che siano fatti i controlli necessari per stare più tranquilli. Certi di un rapido intervento ringraziamo.
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Appello per i parlamentari eletti nel meridione
(443 signataires)
APPELLO A TUTTI I PARLAMENTARI ELETTI NELLE REGIONI MERIDIONALI
Precisazione:
1) A causa dei disguidi avuti con il sito "Firmiamo.it" in cui le persone avevano difficoltà a firmare la propria petizione si è deciso di spostare la stessa sul nostro sito; ricordate che tale sistema non prevede una email di conferma [per cui non registratevi 2 volte] e che la data di scadenza della raccolta firme è stata posticipata a data da destinarsi.
2) Ad oggi NESSUN PARLAMENTARE si è degnato di farsi avanti!!!
Grazie e scusate per il disagio.
• Premessa
Se per altri o altrove l’opposizione alla legge sulle intercettazioni può essere tacciata di mero idealismo (e per alcuni può essere solo una questione ideologica, smentita poi da comportamenti illiberali o contigui), per noi meridionali è una questione di vita e di morte: non solo fisica – nel sud infatti favorirebbe e nasconderebbe omicidi, rapine, prepotenze –, ma anche economica, di dignità, di futuro. E dunque, di negazione della speranza: quella vera, che non si fonda su aspettative di miracoli, ma quella di chi cerca di costruire spazi reali di riscatto e di responsabilità.
• Dunque i destinatari e il senso di questo appello:
- è rivolto anzitutto a tutti i meridionali che vogliono smetterla di piangersi addosso e hanno veramente a cuore il futuro di tutti e scelgono, perciò, d’uscire da silenzi e deleghe. Proprio per questo, non intendiamo sottoscrivere quest’appello in quanto appartenenti a un partito o a uno schieramento, né perché ne facciamo una bandie-ra ideologica. Non v’è chi non possa vedere che in entrambi gli schieramenti ci sono persone che lottano veramente contro le mafie e le ingiustizie, e persone colluse, quando non complici e favoreggiatrici;
- a tutti i meridionali proponiamo di firmare questo appello che rivolgiamo a tutti i parlamentari (deputati e senatori) che sono eletti nelle regioni del sud: per invitarli a rifiutare d’approvare la legge sulle intercettazioni: dobbiamo essere così tanti che prima d’approvarla siano costretti a rifletterci seriamente.
• Quanto ai motivi per cui chiediamo che non venga approvata quella legge:
- abbiamo ascoltato il parere dei nostri magistrati reggini, circa la legge sulle intercet-tazioni che il parlamento sta discutendo e ci fidiamo di loro quando ci dicono che, soprattutto in questo momento in cui la ‘ndrangheta sta intensificando la sua attivi-tà criminale (anche per i successi della magistratura e delle forze dell’ordine), e per questo si preparano tempi ancora più drammatici, la legge sulle intercettazioni sa-rebbe un grande favore alla criminalità organizzata;
- non è verosimile che si plauda a magistrati e poliziotti che fanno seriamente il loro lavoro di contrasto alle mafie, tanto da riuscire a ottenere risultati che stanno sotto gli occhi di tutti, e poi non si dia loro ascolto quando – dati alla mano – dimostrano che quella legge finirebbe per vanificare il loro lavoro.
- proprio sulla base delle loro parole, allora, invitiamo tutti i parlamentari eletti nel sud dell’Italia a riflettere sulle loro scelte, ricordando loro che, se l’approvassero, ciò renderebbe ancora più incerta la nostra vita e indebolirebbe il nostro impegno a li-berarci dall’oppressione della sfiducia.
• Riteniamo necessario che tutti personalmente rispondiate a quest’appello e vi chiediamo di farcele pervenire entro il 10 luglio. Noi, da parte nostra, c’impegniamo a rendere pub-bliche le vostre risposte o il vostro eventuale silenzio.