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Scritto da Comunicazioni
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Domenica 25 Aprile 2010 22:03 |
Perché
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• Per mantener viva la tensione dopo l'attentato del 3 gennaio
• Raggiungere pian piano i più intimoriti, soprattutto nei territori caldi
• Allargare il fronte della partecipazione: più diventeremo, più incoraggeremo
• Avere più credibilità e capacità di fare pressione perché le nostre proposte si realizzino
• Sostenere più iniziative, anche quelle di altri gruppi
Come
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• Il 3 di ogni mese un sit-in contro la 'ndrangheta
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• Di nuovo in silenzio: perché nessuno s’arroghi una qualsiasi rappresentanza della gente di Reggio
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• Raccogliendo solo adesioni al manifesto Reggio non tace, approvato nel corso dell’ultima assemblea
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• Secondo un calendario, la manifestazione sarà fatta in vari luoghi della città, soprattutto in quelli più caldi, in quelli in cui sia avvenuto qualcosa nel frattempo o in cui realtà operanti contro la ‘ndrangheta possano aver bisogno di sostegno. Questi momenti potranno essere organizzati secondo varie modalità
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• In ogni caso, occorrerà essere vigilanti, per essere pronti a organizzare manifestazioni per dare risposte a eventi particolarmente duri
Obiettivo
È necessario chiarire subito che non si vuol creare una nuova associazione antimafia: sia perché spesso si finisce per creare nuove leadership (col rischio del personalismo, delle manovrabilità, delle deleghe o di pericolose sovraesposizioni), ma anche perché esistono già associazioni antimafia che hanno attività specifiche e che, nate da percorsi diversi, non sono necessariamente condivise da tutti.
Ma abbiamo individuato un valore positivo nel nostro modo di procedere: la vera sconfitta della ‘ndrangheta passa anzitutto attraverso un percorso di coscienza democratica, per la quale è fondamentale l’assunzione personale di responsabilità. Anche se i passi che si possono fare in questo modo saranno più piccoli e lenti, saranno sicuramente fatti da tutti e saranno più reali e duraturi.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Aprile 2010 11:30 |