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Problematiche ambientali sul territorio di Ravagnese |
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Scritto da Comunicazioni
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Sabato 14 Gennaio 2012 19:43 |
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Informiamo tutti gli aderenti al movimento che, come da impegno preso, stiamo portando avanti la questione segnalataci dagli amici di Ravagnese relativa a presunte fonti di inquinamento presenti nella XIII circoscrizione.
Nel corso dell’ultima riunione del coordinamento, tenutasi in data 11 Gennaio 2012, abbiamo invitato a partecipare alcuni rappresentanti dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria), per capire come affrontare insieme le problematiche ambientali legate al territorio di Ravagnese.
L’agenzia, che ringraziamo per la disponibilità dimostrataci, ha accettato il nostro invito partecipando con numerosi medici e tecnici, tra cui lo stesso commissario, d.ssa Sabrina Santagati. Erano presenti all’incontro anche il signor Anghelone, il primo ad averci segnalato il problema, ed alcuni rappresentanti del Comitato Nausicaa di Ravagnese.
Dall’incontro è scaturita la necessità di avviare delle indagini al fine di accertare se vi siano cause ambientali che possano in qualche modo spiegare l’incidenza di un alto numero di malattie tumorali nella zona (anche questo da verificare).
Arpacal ha dato la propria disponibilità a condurre tali analisi e già a partire dalla prossima settimana, inizierà una prima raccolta di dati per poi avviare il lavoro di indagine, lavoro che sarà affrontato in sinergia con gli abitanti di Ravagnese e con il nostro movimento.
Continueremo ad aggiornarvi sugli sviluppi della vicenda segnalando, eventualmente, il modo in cui poter contribuire all’indagine, sperando che questa volta le nostre domande trovino delle risposte chiare.
Il movimento ReggioNonTace
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Scritto da Comunicazioni
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Giovedì 12 Gennaio 2012 11:34 |
Il giorno 3 gennaio, nel secondo anniversario della bomba alla Procura Generale, nel corso della manifestazione organizzata da REGGIONONTACE l’intervento programmato del Sostituto Procuratore Stefano Musolino è stato molto apprezzato dai presenti e sottolineato con un applauso di oltre 6 minuti.
Come Movimento impegnato nel contrasto alla ‘ndrangheta e nel risveglio della coscienza civile dei cittadini di Reggio Calabria REGGIONONTACE condivide pienamente quando espresso dal dottor Musolino, sia in ordine all’analisi della situazione della città, sia in ordine alle cause ed ai possibili rimedi. Appare sempre più evidente, infatti, che la pervasività della ‘ndrangheta non risparmia nessun settore della società e che tale capacità di infiltrazione ha determinato nel tempo una grave debolezza della società stessa. Il primo segnale di questa debolezza è che per molti, come sottolinea Musolino: “la soglia di percezione tra ciò che e' lecito e ciò che non lo e', si è abbassata paurosamente, anche all'interno dei ceti dirigenti”. Il nostro poi, aggiunge Musolino è: “un contesto sociale pervaso dalla cultura del favore, del compare, che alimenta un sistema parallelo a quello legale dove tutto si aggiusta e si "sistema", all'interno di oscure camere di compensazioni e di stabili, quanto opache relazioni sinallagmatiche, in cui l'esponente della criminalità non e' più un questuante, ma una parte autorevole (e non solo autoritaria) del rapporto”. Ma non basta; Musolino molto opportunamente nota che: “l'area grigia non e' un luogo indefinito e distante da noi; a volte ne parliamo come qualcosa che riguarda sempre altri: altri ambienti professionali, altri circuiti relazionali, per poi scoprirla, invece, drammaticamente prossima, distorcente, capace di provocare ferite profonde. Come l'arresto del collega della porta a fianco... che ci rivela quanto sia vischioso ed infido il nostro contesto sociale, mettendoci di fronte alle nostre debolezze, ma anche alle nostre responsabilità”. Parimenti non possiamo non condividere lo stupore e lo sconcerto per la solidarietà ed il sostegno che facilmente ottengono quanti, in seguito alle indagini, vengono scoperti in rapporti opachi di contiguità con esponenti delle cosche. A costoro infatti consigliamo vivamente di fare un passo indietro nell’interesse della città, fino a completo e definitivo chiarimento della propria posizione. Non possiamo accettare che ottengano facile ed immediato sostegno proprio da quei vertici istituzionali che dovrebbero, nell’interesse di tutti e con la massima fermezza, chiederne il passo indietro. Assistiamo, invece, basiti, alle vicende di personaggi indagati, inquisiti, rinviati a giudizio, intercettati in colloqui con noti ‘ndranghetisti che continuano a ricoprire importanti ruoli istituzionali con il pieno appoggio dei loro vertici. Questo è semplicemente scandaloso! REGGIONONTACE è un movimento spontaneo di cittadini che gratuitamente, mettendoci la faccia, si impegnano per la legalità, la giustizia e il rispetto delle regole del vivere civile e democratico nella nostra città. Per questo non possiamo non condividere pienamente quanto il dottor Musolino affermava in conclusione del suo intervento il 3 gennaio scorso: “Io credo che a partire dalla nostra debolezza dobbiamo metterci la faccia. Non perché questo basti, anzi sempre di più lo svelamento dell’area grigia ci rivelerà quante ipocrisie si nascondono dietro il manifestare la propria militanza antimafia. Ma il guardarci in faccia aumenta le responsabilità ed i doveri di chi la faccia ce la mette e ce la mette davvero nelle manifestazioni e nel suo quotidiano… Guardandoci in faccia potremmo tenere alta l’attenzione e la tensione, tenere insieme le nostre debolezze, trasformarle in forza. E' una sfida ardua che pretende coraggio ed atteggiamenti ne' difensivi, ne' burocratici da parte dei suoi protagonisti. Ma e' una sfida che dobbiamo continuare a fronteggiare, mettendo in virtuosa sinergia le deboli forze e risorse di noi che ne siamo tra i protagonisti; perché se perdiamo, e' una sconfitta per tutti, ad incominciare dalla nostra città”.
Riteniamo importante inoltre evidenziare due punti che emergono dal discorso del dr. Musolino: Ha messo in chiaro che nessun ambiente istituzionale può chiamarsi fuori, neanche la stessa magistratura, giungendo a chiedere perdono alla città per le vicende riguardanti i suoi colleghi smascherati, ma anche invitando a monitorare, come società civile, anche il suo ambiente. La sorgente ispiratrice della sua analisi sono le parole di Borsellino che riportiamo di seguito: “L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati”. (Paolo Borsellino) ... E anche noi come società civile siamo chiamati a esigere questa trasparenza: che è etica, sinché non si riesce a riconoscere palesemente penale la sua natura. Noi non dobbiamo-possiamo chiedere alla magistratura di fare la nostra parte!!!
Reggio Calabria, 12 gennaio 2012
REGGIONONTACE |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Gennaio 2012 17:36 |
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Resoconto dell'incontro del 3 gennaio 2012 |
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Scritto da Comunicazioni
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Venerdì 06 Gennaio 2012 12:23 |
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Quesiti posti pubblicamente dal movimento nel corso dell'ultimo incontro del 3 Gennaio 2012 ai rappresentanti delle massime istituzioni locali (Governatore Scopelliti, Presidente della Provincia Raffa, Sindaco Arena, Prefetto Varratta).
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Come è possibile che Scopelliti non sapesse delle illegittimità commesse dalla Fallara, persona di sua fiducia, da lui nominata?
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Quali sono state le iniziative intraprese da Arena dopo le relazioni degli ispettori del ministero dell’economia e dei periti della procura che hanno accertato, i primi oltre 160 milioni di euro di deficit dovuto a molteplici illegittimità compiute dagli amministratori, i secondi oltre 70 milioni di euro?
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Dopo l’arresto di Rechichi ad aprile quali sono state le misure intraprese dal sindaco Raffa, prima e Arena, dopo a tutela del comune e degli interessi dei cittadini?
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E’ vero che Arena è stato revisore dei conti di Multiservizi?
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Se sì come poteva non sapere con chi aveva a che fare?
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Perché il sindaco non ha mai voluto o saputo chiarire le reali condizioni debitorie dell’amministrazione comunale anche di fronte a ripetute richieste formulate da varie parti?
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Chi ha stipulato i contratti con le società che fanno parte di Multiservizi?
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Come potevano non sapere che queste facevano capo alla ‘ndrangheta?
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Come mai non è stata disposta una commissione d’accesso al comune di Reggio quando per molto meno altre amministrazioni sono state sciolte?
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Perché non viene disposta adesso dopo le evidenze dell’indagine “Astrea”?
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Perché il sindaco Arena ritiene di doversi confrontare solo con il prefetto e di non dover rispondere, in tali gravissime circostanze, ai cittadini che lo hanno eletto?
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Quali iniziative intende intraprendere per tutelare il comune da così pesanti intromissioni della ‘ndrangheta?
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Perché ha nominato Morisani assessore ai lavori pubblici, proprio lui che, così come emerso dalle intercettazioni, aveva chiesta voti al boss di Condera Crucitti che ha un’ impresa edile?
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Forse per inquisire Morisani non basta dimostrare che se la intendeva con la ‘ndrangheta ma per ricoprire un ruolo pubblico così delicato non sarebbe opportuno preferire qualcun altro al di sopra di ogni sospetto?
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31/12/2011: Conferenza per l'iniziativa del 3 gennaio 2012 |
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Scritto da Comunicazioni
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Mercoledì 21 Dicembre 2011 11:37 |
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Noi, cittadini aderenti al Movimento Reggio Non Tace, rivolgiamo un caldo appello a quanti, impegnati a vario titolo nelle istituzioni, nell’associazionismo laico e religioso, nella società civile, hanno a cuore la ricerca della Giustizia e la liberazione della nostra Città dall’oppressione della ‘ndrangheta. L’intensificarsi dell’azione di Magistratura e FFOO contro la criminalità ha prodotto risultati rilevanti, tanto che ne è seguita una recrudescenza della strategia della tensione, con l’apparire di nuove minacce. Necessita contrastare tutto ciò con un impegno sempre più intenso e diffuso.
Nel riaffermare la nostra scelta di essere “scorta civica” di chi è stato fatto oggetto di intimidazioni criminali per il suo servizio a vantaggio del bene comune e della legalità, ci dichiariamo di tutt’altro parere rispetto all’opinione, diffusa anche in ambienti di persone impegnate, che non sia opportuno scendere in piazza e per strada per dare concretezza al proprio impegno civile; che non siano quelle le sedi giuste; che, anzi, possano essere addirittura controproducenti!
In un momento così altamente drammatico per tutto il nostro Paese e in particolare per il nostro Sud, con tanti gravissimi problemi di varia natura, ma che hanno come base comune una forte ingiustizia sociale, è invece ciò che non si vede che, in un certo senso, “non c’è”, perché nulla testimonia, nulla anima e nulla genera se non tra addetti ai lavori…
Non è più possibile restare a guardare da lontano, evitando ogni coinvolgimento e assicurando il permanere di un clima di silenzio e di indifferenza che dagli stessi ‘ndranghetisti è riconosciuto come il terreno adatto al proliferare delle loro trame, più o meno oscure. È venuto il tempo di agire per identificare, isolare e denunciare la cosiddetta “zona grigia”, costituita da coloro che, sotto la parvenza di comportamenti ordinari, di fatto fiancheggiano e fanno affari, per proprio interesse e tornaconto, con la criminalità organizzata, soffocando le forze pulite e propositive che pur esistono nella nostra Città. È venuto il tempo di prendere posizioni chiare e inequivocabili. È venuto il tempo di snidare dalle proprie auto-giustificazioni chi ritiene che basti “farsi i fatti propri” o cede alla rassegnazione e alla sfiducia, tradendo le aspettative di futuro delle giovani generazioni.
Per questo invitiamo quanti nella società civile desiderano essere soggetti attivi di cambiamento, ad un’ASSEMBLEA, in cui ci si possa “contare” e rendere palese chi si impegna e chi si defila rispetto alla lotta contro la criminalità. Reggio Non Tace ha adottato uno stile per la propria azione anti-’ndrangheta:
abbiamo scelto
- di camminare insieme a chi non accoglie al proprio interno persone colluse, indagate o di cui è risaputa una vicinanza agli ambienti ‘ndranghetisti;
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- di agire nella gratuità, rifiutando qualunque finanziamento, pubblico o privato, che non provenga dagli appartenenti e sostenitori del movimento;
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- di mantenere la nostra identità, come desideriamo faccia ogni associazione, movimento o rappresentanza con cui condivideremo iniziative e attività;
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- di restare sempre una espressione della società civile, “senza etichette” e senza azioni di sostegno alle realtà partitiche.
Vi attendiamo, nel secondo anniversario dell’attentato alla Procura Generale della Repubblica
MARTEDÌ 3 GENNAIO 2012, ore 17,30
presso l’Auditorium Opera Antoniana - Santuario S. Antonio - via Don Orione 5
Il movimento ReggioNonTace |
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