ReggioNonTace riflette su quanto accaduto a Platì PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunicazioni   
Giovedì 10 Novembre 2016 23:39

E non sapete voi che il soffrire per la giustizia è il nostro vincere? E se non sapete questo, che cosa predicate? di che siete maestro? qual è la buona nuova che annunziate a’ poveri? Chi pretende da voi che vinciate la forza con la forza? Certo non vi sarà domandato, un giorno, se abbiate saputo fare stare a dovere i potenti; che a questo non vi fu dato né missione, né modo. Ma vi sarà ben domandato se avrete adoprati i mezzi ch’erano in vostra mano per far ciò che v’era prescritto, anche quando avessero la temerità di proibirvelo."

Cominciare con una citazione può a volte disorientare, perché si potrebbe cercare in essa la sintesi di ciò che si vuole argomentare. Alla fine del  capitolo 25 e per metà del 26 dei Promessi Sposi, Manzoni narra del rimprovero del cardinale Federigo verso don Abbondio responsabile del mancato matrimonio tra Lucia e Renzo. Qui trattiamo di un episodio, avvenuto nella nostra terra dove opera la ‘ndrangheta lo scorso 22 ottobre, che apparentemente sembra antitetico a ciò che accadde nei luoghi di “quel ramo del lago di Como”.

L’episodio è avvenuto a Platì (Rc): il Questore di Reggio Calabria emette un’ordinanza che impedisce la celebrazione pubblica del funerale di un esponente di spicco della ‘ndrangheta locale; il parroco non solo officia un rito  davanti a tutto il paese, ma addirittura scrive un ricorso contro l’ordinanza, sostenendo che in questo caso veniva “infranto il principio di non ingerenza tra Stato e Chiesa”.

Quando all’adorazione del Signore si sostituisce l’adorazione del denaro, si apre la strada al peccato, all’interesse personale e alla sopraffazione; quando non si adora Dio, il Signore, si diventa adoratori del male, come lo sono coloro i quali vivono di malaffare e di violenza.(…) La ’ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato! Bisogna dirgli di no! (…) Coloro che nella loro vita seguono questa strada di male, come sono i mafiosi, non sono in comunione con Dio: sono scomunicati!

Queste parole pronunciate da Papa Francesco a Sibari, il 21 giugno 2014, segnano un punto di non ritorno: riascoltandole  ci accorgiamo in modo inequivocabile che non è permesso il minimo  spazio a dubbi, tentennamenti, interpretazioni e giustificazioni con i se e i ma cui siamo soliti quando non vogliamo aprire gli occhi!

Celebrare un rito pubblico, appellandosi ad un principio sancito dalla Costituzione, a dispetto della scomunica del papa e dell’ordinanza del Questore non ha propriamente ragione di essere! Perché in ogni caso non c’è ingerenza vicendevole, anzi c’è una visione comune!

Che cosa  può generare nei cuori dei giovani la presa di posizione del parroco? Che segnale dà lui stesso alla società civile  in un luogo ‘feudo’ della criminalità, invitando a partecipare in modo massiccio ai funerali di chi è riconosciuto da tutti come boss ‘ndranghetista? Che tipo di lettura della realtà si può trarre dall’episodio di Platì?

Quando si genera confusione, quando si minaccia la speranza del cambiamento, quando ci si schiera dalla parte dei più forti che commettono il male, lì si intacca la convivenza pacificata, si sgretola il senso di giustizia, si annulla il bene comune!

Noi del Movimento ReggioNonTace non chiediamo sanzioni, condanne, perché quello spetta alle istituzioni civili e religiose. Chiediamo che coloro che vengono chiamati a ricoprire incarichi che ricadono sulla collettività e sul bene di tutti non scendano a patti mai con chi vive di malaffare, di violenza, di pratica dell’ingiustizia. Chiediamo ad amministratori, dirigenti dei vari settori pubblici, docenti, sacerdoti e tutte le categorie di professionisti impiegati per la cura del bene comune che non dimentichino mai che il loro ruolo deve assumere sempre più il carattere di servizio e testimonianza, mettendo anche a rischio la  propria vita, piuttosto che  salvaguardare  interessi personali o di piccolo gruppo di potere, fondati sull’accumulo di ogni tipo di ricchezza materiale.

Un esempio di questi giorni di servizio al bene più alto è quello di mons. Oliva, vescovo di Locri, che  ha detto “NO” a soldi che avrebbero potuto rafforzare il potere della criminalità organizzata.

E’ questo agire che dà speranza perché è solo prendendo le distanze da chi opera il male che avremo la possibilità di indicare alle generazioni future il vero cambiamento anche dentro una situazione malata come quella presente nella nostra realtà calabrese.

Il movimento ReggioNonTace

 

 

 

 

 
Terribile episodio di violenza PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunicazioni   
Mercoledì 07 Settembre 2016 13:12

 

In merito al terribile episodio di violenza sessuale e psicologica che ha visto come vittima una ragazzina di Melito Porto Salvo, il movimento ReggioNonTace, che ha già partecipato al Presidio Silenzioècomplicità e che aderisce alla fiaccolata, organizzata da Libera, di Venerdì 9 per le strade di Melito, vuole esprimere la sua indignazione per la ferocia che ha caratterizzato un branco di individui che, così agendo, ha rinunciato di fatto a ciò che ci rende esseri umani.

Ancora una volta tocca assistere ad atti criminali che sembrano passare inosservati all'interno di una collettività che ha preferito non schierarsi e dove chi sapeva ha scelto l'omertà e l'indifferenza. Quanto accaduto a Melito risponde ad un atteggiamento che va condannato da una  società civile che non intende farsi intimidire dai clan 'ndranghetisti, che hanno buon gioco grazie alla paura di tanta gente.

Sorge spontanea la domanda: come è stato possibile che un'intera comunità fatta di genitori, compagni di scuola, vicini di casa, operatori sociali, insegnanti non abbia sentito il bisogno di denunciare questa situazione orribile?

Quanto ancora si dovrà aspettare perché ogni donna e ogni uomo di questa terra martoriata si decida a lottare per la propria e l'altrui dignità? E, soprattutto, quanto tempo ancora dovrà passare prima che si affermi nella nostra terra e nel nostro paese il principio dell'inviolabilità del corpo e dell'anima di un minore che non ha gli strumenti per difendersi?

Per questo siamo e saremo vicini a questa ragazza, simbolo di tante vittime innocenti di soprusi e violenze, non solo nel chiedere giustizia, ma anche nell' impegnarci con quanti ci credono a costruire una coscienza, una cultura e una mentalità diverse, dove non ci sia spazio per alcuna forma di razzismo e di violenza.

Movimento ReggioNonTace

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Settembre 2016 13:30
 
I Sem-plici & Matti incontrano il Col. Falferi PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunicazioni   
Domenica 28 Agosto 2016 07:19
Il cortile degli Ottimati 2016

In certi ambienti sono definiti sbirri, e in altri ambienti s’accontentano di conoscerli solo per la loro professionalità, per cui li temono, li applaudono o valutano i loro successi o insuccessi.

 

Il colonnello Falferi, però, oltre alla sua indubbia professionalità, ci ha aiutati a vedere l’uomo impegnato per il risveglio delle Coscienze e in tante occasioni, per questo, ci ha fatto riflettere sulle nostre responsabilità di cittadini al servizio del bene comune. In particolare, ha saputo parlare alle Coscienze dei giovani, che ha incontrato numerosi; e tutte le volte hanno desiderato dialogare con lui.

 

Purtroppo sta per lasciare Reggio, avendo terminato l’incarico che aveva ricevuto. Gli abbiamo chiesto, perciò, d’incontrarlo; non solo per salutarlo e ringraziarlo, ma anche per consentirgli di lasciarci in eredità quanto ha maturato in questi anni.

 

L’incontro avverrà nel  cortile degli Ottimati (ingresso da via  Cimino 4), alle ore 20,30 del 31 agosto; ed è organizzato dal movimento ReggioNonTace, insieme agli  abitanti di casa EuTòpia. È uno degli eventi che abbiamo chiamato: «sem-plici e matti».

 

Partecipiamo numerosi e invitiamo soprattutto i giovani.

movimento ReggioNonTace

con tutti i sem-plici e matti di casa EuTòpia

 
Perché la memoria non diventi passato: a Reggio è arrivato il tempo della svolta? PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunicazioni   
Sabato 16 Luglio 2016 19:13

con Giuseppe Lombardo, Stefano Musolino e Olga Tarzia

1992 - 19.7 – 2016: la strage di via D’Amelio

Dopo le stragi di Capaci (in cui morirono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio MontiXXnaro e scamparono Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e Giuseppe Costanza) e di via D’Amelio (in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina e rimase ferito Antonino Vullo), tanti – specie giovani e in particolare in Sicilia – risposero con l’impegno di costruire, sul fondamento della memoria, l’assunzione della propria responsabilità.

Col passare degli anni, le nebbie man mano sempre più fitte, che s’è scoperto avvolgono quelle stragi, rischiano di trasformare la memoria di quegli eventi in evocazione d’un passato solo di morte e in motivo di sfiducia, perché coperti da un buio che pare invincibile. E in questo contesto le mafie appaiono un potere di cui possiamo essere solo prigionieri; anche perché, dietro a maschere facilmente riconoscibili, proprio nei giorni della memoria parlano personaggi impresentabili.

Come movimento ReggioNonTace, anche quest’anno – e per la terza volta – stiamo vivendo e proponendo l’occasione della memoria come momenti di risveglio e riappropriazione della Coscienza civile; per costruire percorsi comuni di assunzione della responsabilità nella nostra città.

Come gli altri anni, anche stavolta abbiamo scelto di vivere questi momenti con due giovani magistrati della Procura reggina: Giuseppe Lombardo e Stefano Musolino, entrambi reggini. Negli incontri che abbiamo fatto dialogando con loro negli scorsi anni, li abbiamo riconosciuti testimoni, non solo della serietà del loro compito professionale, ma anche di servizio per il bene comune; e ci è stato chiaro che non sono mossi da alcun altro motivo.

Anche quest’anno abbiamo chiesto loro di confrontarci su che cosa, oggi, come società civile possiamo e dobbiamo fare, per non delegare la lotta di liberazione dalla ‘ndrangheta solo a magistratura e forze dell’ordine.

E oggi a Reggio Calabria stanno scoppiando eventi che è impossibile non riconoscere come l’apertura d’un varco con cui è necessario confrontarci, per cogliere questo momento e vedere come attrezzarci per farne un’occasione di liberazione.

Per questo riteniamo che l’incontro di quest’anno deve trovare anche uno sbocco concreto. È il motivo per cui abbiamo invitato anche Olga Tarzia. È nota a tutti perché ha presieduto un processo importante per la nostra città; ma chi segue il modo con cui svolge il suo compito professionale sa che è anche una donna combattiva, non solo nelle aule del tribunale. Le chiederemo aiuto per costruire la nostra proposta, con la speranza che tanti nostri concittadini si lascino coinvolgere, per iniziare a costruire una svolta anche dal basso.

Anche per questo momento e per compito ci sono parole di Paolo Borsellino che possono guidare la serata.

«Noi non siamo come loro,

tenetelo a mente: noi non siamo come loro»

Ti aspettiamo

MARTEDI’  19 LUGLIO ALLE ORE 20

nel cortile della chiesa degli Ottimati

ingresso da via Cimino 4

 

 

Il cortile degli Ottimati 2016

I Sem-plici&Matti si presentano al cortile degli Ottimati

Semplice è una parola spesso usata per indicare poverini che non sanno stare al mondo; invece è una parola composta che parla di persone che piegano le ginocchia solo una volta: perché hanno scelto di piegarle solo dinanzi alla propria Coscienza. Costoro, poi, sono considerati anche matti: perché convinti che non hanno bisogno di diventare più alti di se stessi; ma non accettano neanche di diventare meno di se stessi. Per questo sono liberi; non di fare ciò che vogliono, ma di volere ciò che fanno.

 

E, liberi perché semplici e matti, scatenano una creatività che fa scoppiare i limiti che incontrano, realizzando i sogni, perché plausibili e possibili.

 

Quest’estate, il cartellone del cortile degli Ottimati è opera di tutti gli abitanti di Casa EuTòpia: sem-plici e matti, appunto. È una casa e non una gabbia: un luogo che dal 16.11.2015 è abitato da associazioni, movimenti e gruppi che hanno scelto di con-vivere sul fondamento di due condivisioni: la totale gratuità del loro impegno e il rifiuto di etichette,  che rendono le persone etero dirette.

 

E il nome EuTòpia nasce dall’esperienza che ci  accomuna tutti: la Bellezza non è qualcosa che speriamo che prima o poi s’affermi. Poiché l’abbiamo vista, la scegliamo come unico metro di misura di ogni presente: perché vogliamo metterci al suo servizio!

 

Siamo: movimento ReggioNonTace, movimento NO al carbone di Saline Joniche (RC), C.STOf (Centro di Sostegno territoriale Oncologico femminile), Microdànisma, centro d’ascolto anti-usura, MAG delle Calabrie, produttori agricoli di Calabria solidale, Mattanza, Orchestra Giovanile dello Stretto V. Leotta, gruppo artistico-musicale MuWay.

 

Il calendario delle serate:

 

martedì 19.7.16: ReggioNonTace invita a fare memoria della strage di via D’Amelio, in dialogo con magistrati della nostra città.

 

mercoledì 27.7.16: Mattanza & No Carbone

 

mercoledì 3.8.16: Cistof, Fedora & MuWay

 

mercoledì 24.8.16: Fiati di Alessandro & Microdanisma

 

mercoledì 31.8.16: incontro di saluto al colonnello Falferi, che a Reggio non è stato uno sbirro e continua a dialogare con la nostra Coscienza.

 

mercoledì 14.9.16: tutti gli abitanti di casa EuTòpia si s-catenano insieme, e invitano tutti a s-catenarci.

 

 

 
Per non dimenticare PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunicazioni   
Lunedì 16 Maggio 2016 14:20

"Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il proprio dovere." (Giovanni Falcone)

 

In occasione della strage di Capaci, diamo appuntamento a tutte le cittadine e a tutti i cittadini per il 23 maggio, alle ore 19,30 in piazza Castello.
Non vogliamo fare solo memoria (per questo ci aiuterà il Procuratore aggiunto Gaetano Paci, che ha lavorato con Falcone); riteniamo che siamo chiamati a mantener viva questa data per ringraziare uomini e donne che hanno dato la vita per noi e perché è diventata un inizio di risveglio della Coscienza Civile che ci riguarda, tutte e tutti.

PARTECIPIAMO E PASSIAMO PAROLA!!!

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Maggio 2016 14:41
 
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